Genova userà i dati dei tir per prevedere gli ingorghi: progetto europeo per alleggerire il traffico tra porto e città

La giunta comunale approva l’adesione a Emova: nel trimestre agosto-ottobre 2026 saranno incrociati sensori stradali e segnali del sistema di posizionamento globale dei mezzi pesanti per anticipare le criticità, regolare i semafori e ridurre congestione, rumore ed emissioni

Prevedere il traffico pesante prima che diventi coda, intervenire sui semafori in modo più mirato e ridurre l’impatto dei mezzi diretti al porto sulle strade cittadine. È l’obiettivo del progetto europeo Emova, al quale il Comune di Genova aderirà come partner strategico dopo il via libera della giunta comunale, su proposta dell’assessore alla mobilità, trasporti e rapporti sindacali Emilio Robotti e dell’assessora Tiziana Beghin. L’iniziativa punta a usare i dati già disponibili, insieme alle informazioni dei veicoli industriali, per costruire un sistema capace di leggere in tempo reale i flussi logistici tra porto e città.

Emova, sigla di “Open Vehicle Emissions and Noise Data for Sustainable Urban Mobility”, nasce dentro il programma europeo Digital Europe e si concentra sull’uso dei dati aperti relativi a emissioni e rumore dei veicoli per migliorare la mobilità urbana sostenibile. A Genova il progetto prenderà la forma di un pilota dedicato al traffico pesante nell’interfaccia porto-città, cioè una delle aree più complesse e sensibili per la viabilità urbana, dove ogni giorno si concentrano tir, mezzi di servizio, traffico privato, accessi portuali e attraversamenti cittadini.

Il test si svilupperà tra agosto e ottobre 2026 e non prevede nuove infrastrutture, cantieri o scavi. Il cuore dell’operazione sarà l’analisi dei dati. Il Comune incrocerà le informazioni raccolte dai sensori stradali già presenti con i segnali del sistema di posizionamento globale dei mezzi pesanti forniti dai partner privati, tra cui Circle Group. In questo modo sarà possibile ricostruire con precisione percorsi, fermate, orari di maggiore afflusso e punti dove il traffico rischia di diventare più critico.
L’obiettivo operativo è passare da una gestione reattiva della congestione a una gestione predittiva. Non solo osservare dove si formano le code, ma capire in anticipo quando e perché si possono creare, soprattutto in prossimità dei varchi portuali e lungo le direttrici più utilizzate dai mezzi pesanti. Le informazioni potranno essere utilizzate per modulare i tempi semaforici, ottimizzare la pianificazione viaria e contenere gli effetti negativi sulla qualità dell’aria e sul rumore nei quartieri più esposti.
«Con questa operazione facciamo un salto di qualità tecnologico nella gestione della convivenza tra lo scalo portuale e il tessuto cittadino», afferma Emilio Robotti. L’assessore sottolinea che il Comune non intende limitarsi a monitorare il traffico, ma vuole governarlo attraverso l’analisi predittiva. L’integrazione tra sistemi comunali e dati dei vettori logistici, spiega, potrà consentire di individuare in anticipo le finestre critiche di afflusso ai varchi portuali e di intervenire in tempo reale sulla regolazione semaforica e sulla viabilità, con benefici diretti per la riduzione delle code e dell’impatto ambientale.
Il valore del progetto è di 20mila euro, finanziato per metà dall’Unione Europea. La quota restante non comporterà nuovi oneri per le casse comunali, perché sarà coperta attraverso l’impiego del personale tecnico interno già in forza all’ente. Si tratta quindi di un intervento leggero sul piano economico e infrastrutturale, ma potenzialmente rilevante per la capacità del Comune di usare in modo più avanzato le informazioni prodotte ogni giorno dalla mobilità urbana e portuale.
I dati raccolti ed elaborati durante la sperimentazione saranno pubblicati sulla piattaforma Open Data del Comune, basata sul sistema Ckan. Diventeranno quindi accessibili a cittadini, imprese, ricercatori e soggetti interessati allo studio della mobilità e dell’impatto ambientale dei flussi logistici. La trasparenza dei dati è uno degli elementi centrali del progetto, perché consentirà di trasformare la sperimentazione in un patrimonio informativo utile anche oltre la durata del pilota.
Per Genova, città in cui porto e tessuto urbano convivono in spazi stretti e spesso congestionati, Emova rappresenta un tentativo di spostare la gestione del traffico su un piano più tecnologico e preventivo. Il successo del progetto dipenderà dalla qualità dei dati, dalla capacità di integrarli con gli strumenti comunali e dalla possibilità di tradurre le informazioni in decisioni operative rapide. La sfida è ridurre l’impatto dei mezzi pesanti senza rallentare la funzione logistica dello scalo, trasformando la digitalizzazione in un vantaggio concreto per mobilità, ambiente e vivibilità urbana.
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